Sono in gioco i nostri diritti

 

Sono in gioco i nostri diritti e la tenuta della democrazia, assediata dalla logica repressiva e autoritaria del governo Meloni.

 

A nulla sono valsi i richiami del Consiglio d’Europa: «Limita i diritti alla libertà di espressione e di riunione pacifica sanciti negli artt.10 e 11 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo».

 

Le lettere inviate il 16 aprile da cinque relatori speciali delle Nazioni Unite che ne chiedevano l'immediata abrogazione: «Lede i diritti umani».

 

Così come l’allarme lanciato lo scorso 13 maggio dal Csm sulle conseguenze per il nostro sistema giudiziario.

 

Il governo Meloni se ne frega di qualsiasi organismo sovrannazionale e continua a dimostrarsi allergico al dettato costituzionale.

 

Basta leggere alcune delle misure contenute nel decreto legge per rendersene conto. Reato di blocco stradale punito con la reclusione, non più come illecito amministrativo.

 

C’è da scommettere che, tra i vari ambiti, verrà utilizzato contro i picchetti dei lavoratori all’esterno delle aziende. Minacce a pubblico ufficiale nel corso di una manifestazione: previsti 15 anni di carcere. Peggio del codice Rocco di epoca fascista.

 

 

Da L’opinione di Giuseppe De Marzo sul nuovo numero del settimanale L’Espresso, in uscita in edicola in questi primi giorni di Giugno 2025.